“Le risorse per la sanità vanno prese dal Mes e non dai soldi del Recovery Fund che invece devono essere pienamente utilizzati per il rilancio dell’economia e lo sviluppo del Paese”. Lo dice il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, interpellato dall’Adnkronos. E’ una delle richieste dei renziani avanzata al presidente Giuseppe Conte durante la riunione con i capigruppo di maggioranza per coordinarsi sul programma di spesa del Recovery Fund.
L’altra riguarda il ruolo del Parlamento: “Dare centralità al Parlamento per quanto riguarda le linee di indirizzo di spesa, ricercando la condivisione più ampia è un altro tema che abbiamo posto al centro del confronto di questa mattina”, ha continuato Faraone.
“L’instaurazione di una nuova convivenza non comporta la perdita automatica ed integrale del diritto all’assegno” di divorzio. E’ quanto affermano i giudici delle Sezioni Unite della Cassazione in una sentenza depositata oggi in cui erano chiamati a decidere sull’assegno di divorzio in favore del coniuge economicamente più debole che abbia instaurato una stabile convivenza con un nuovo compagno.
“Se può ritenersi che dell’assegno di divorzio possa venir meno, in conseguenza dell’instaurarsi di una stabile convivenza di fatto, il diritto alla componente assistenziale, non altrettanto può ritenersi quanto alla componente compensativo-perequativa” spiegano i supremi giudici. “L’instaurazione da parte dell’ex coniuge di una stabile convivenza di fatto, giudizialmente accertata, incide sul diritto al riconoscimento di un assegno di divorzio o alla sua revisione nonché sulla quantificazione del suo ammontare, in virtù del progetto di vita intrapreso con il terzo e dei reciproci doveri di assistenza morale e materiale che ne derivano, ma non determina necessariamente la perdita automatica ed integrale del diritto all’assegno”.
“Se si accerti che alla mancanza di mezzi adeguati si associano rinunce o scelte tra vita professionale e lavorativa pregiudicanti la condizione del coniuge economicamente più debole, benché si sia ricostituito una diversa comunità familiare, avrà comunque diritto ad un assegno atto ad operare il riequilibrio tra le due posizioni, in funzione perequativo-compensativa, parametrato al contributo dato ed alla durata del matrimonio” conclude la Cassazione.
Il vaccino anti covid di Moderna mostra un’efficacia al 100% nei 12-18enni. E in questa fascia d’età non viene rilevato “nessun problema significativo di sicurezza”. E’ quanto annuncia l’azienda farmaceutica Usa comunicando che lo studio di fase 2/3 TeenCOVE sul suo vaccino (mRNA-1273) per gli adolescenti raggiunge l’endpoint primario di immunogenicità non inferiore a quello del gruppo di confronto adulto dello studio di fase 3.
Dati di protezione elevati si riscontrano già dopo la prima iniezione scudo, segnala Moderna. Utilizzando la definizione di caso del Center for Disease Control and Prevention (Cdc) è stata infatti osservata un’efficacia del vaccino pari al 93% dopo la prima dose. Dopo le due dosi non si sono osservati casi di Covid-19, utilizzando la definizione primaria di caso. E questo risultato è coerente con un’efficacia del vaccino del 100%.
Lo studio TeenCOVE ha arruolato negli Stati Uniti più di 3.700 partecipanti di età compresa tra 12 e 18 anni non compiuti. L’efficacia al 93% è stata osservata a partire da 14 giorni dopo la prima dose. Mentre a ciclo completato, dopo due dosi, nel gruppo di partecipanti sottoposti a vaccino non sono stati osservati casi, rispetto ai 4 segnalati nel gruppo placebo, con un’efficacia del vaccino del 100% a partire da 14 giorni dopo la seconda iniezione.
Poiché il tasso di incidenza di Covid-19 è inferiore negli adolescenti, è stata valutata anche la definizione Cdc di caso per includere quelli che si presentano con sintomi più lievi. Il vaccino, riporta Moderna, è stato generalmente ben tollerato con un profilo di sicurezza e tollerabilità generalmente coerente con lo studio di fase 3 Cove negli adulti. La “maggior parte degli eventi avversi è stata di gravità lieve o moderata”. I più comuni sono risultati il dolore al sito di iniezione e dopo la seconda dose mal di testa, affaticamento, mialgia e brividi.
L’azienda spiega che si stanno continuando ad accumulare dati sulla sicurezza e lo studio continua a essere monitorato da un comitato indipendente. Tutti i partecipanti saranno seguiti per 12 mesi dopo la loro seconda iniezione, con l’obiettivo di valutare la protezione e la sicurezza del vaccino a lungo termine. Moderna prevede di sottoporre i dati dello studio TeenCove per la pubblicazione sottoposta a revisione paritaria.
Moderna presenterà “all’inizio di giugno” i risultati dello studio di fase 2/3 sul suo vaccino anti-Covid negli adolescenti dai 12 ai 18 anni “alla Fda statunitense e agli altri enti regolatori a livello globale, chiedendo l’autorizzazione” del prodotto oggi approvato per la popolazione over 18. Lo dichiara Stéphane Bancel, Ceo del gruppo farmaceutico americano.
“Siamo incoraggiati dal fatto che” il vaccino “mRna-1273 sia stato altamente efficace nel prevenire Covid-19 negli adolescenti – sottolinea l’amministratore delegato – E’ particolarmente emozionante vedere che il vaccino Moderna Covid-19 può prevenire l’infezione da Sars-CoV-2”, aggiunge, confermando l’impegno “a fare la nostra parte per contribuire a porre fine alla pandemia”.
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